Dal titolo dell’ articolo di evince che non saranno aiuti corposi e sufficienti per risollevare e sostenere l’ economia delle piccole e medie imprese italiane, colpite dalla pandemia, sono veri e propri spiccioli.

l’ Elemosina per le partite iva si compone cosi:

A CHI SPETTA IL FONDO PERDUTO?

Il contributo, a differenza dei precedenti contributi a fondi perduti, sarà sganciato dal codice Ateco dell’attività svolta e spetterà a tutti coloro coloro che sono stati colpiti dall’attuale emergenza da covid-19. Dunque, rileverà il calo di fatturato subito nei mesi della pandemia. In particolare, il comma 1 prevede un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario.



Gli esclusi:

Il  contributo a fondo perduto non potrà essere richiesto da:

  • ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegno;
  • a coloro che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata dello stesso decreto;
  • agli enti pubblici di cui all’articolo 74 nonché ai soggetti di cui all’articolo 162-bis del DPR 917/86, TUIR.

I commi 3 e 4 prevedono due condizioni al ricorrere delle quali spetta il contributo:

  • il contributo spetta esclusivamente ai soggetti titolari di reddito agrario di cui all’articolo 32 del citato testo unico delle imposte sui redditi (costituito dalla parte del reddito medio ordinario dei terreni imputabile al capitale d’esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell’esercizio di attività agricole su di esso), nonché ai soggetti che abbiano un ammontare di compensi percepiti nell’esercizio di arti o professioni in denaro o in natura, anche sotto forma di partecipazione agli utili, di cui all’articolo 54, comma 1, del TUIR o un ammontare di ricavi derivanti dall’attività di impresa di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del TUIR (corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o
    al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa e i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione), relativi al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 non superiore a dieci milioni di euro.
  • il contributo spetta se l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 è inferiore almeno del 30 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del suddetto requisito del calo di fatturato/corrispettivi. Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi (comma 4).
    I commi 5 e 6 prevedono le modalità di calcolo e il limite del contributo spettante. Il comma 5 suddivide in cinque classi, in base al valore dei ricavi o dei compensi del 2019, i contribuenti cui si applicano cinque differenti percentuali cui commisurare il contributo spettante.



Le percentuali imputate su base annuale sono le seguenti:

  1. 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro; (5% su base annuale)
  2. 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro;(4,17% su base annuale)
  3. 40% per i soggetti con ricavi o compensi  superiori a 400.000euro e fino a 1 milione di euro;(3,33% su base annuale)
  4. 30% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;(2,50% su base annuale)
  5. 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.(1,67% su base annuale)

QUINDI IN PAROLE POVERE I SOGGETTI DEVONO AVERE UNA PERDITA SUPERIORE AL 30% PRENDENDO IN CONDIDERAZIONE IL FATTURATO DEL 2019 E QUELLO DEL 2020

Facciamo un bel esempio per capire l’ entita’ dell’ aiuto prendendo come riferimento la prima classe dove si calcola il 5% su base annuale.

Nel 2019 ho fatturato 60.000 € e nel 2020 ho fatturato 15.000 € La differenza è pari a 45.000

(45.000) : 12 (mesi) x 60%=2.250,00 € . Il contributo a fondo perduto è pari quindi al 5% della differenza di fatturato annuo e non al 60%.

Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, ai fini della media di cui al primo periodo, rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA. Per tutti i soggetti, compresi quelli che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2020, l’importo del contributo non può essere superiore a centocinquantamila euro ed è riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Come alternativa: Il contributo a fondo perduto è riconosciuto nella sua totalità sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione.

COME SI RICHIEDE?



Le domande vanno presentate attraverso il portale dedicato dell’ agenzia delle entrate entro 60 giorni dall’ attivazione del servizio.

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